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DODICESIMA NOTTE (LA) – regia Loredana Scaramella

"La dodicesima notte", regia Loredana Scaramella. Foto Marco Borrelli "La dodicesima notte", regia Loredana Scaramella. Foto Marco Borrelli

o quel che volete
di William Shakespeare
Regia di Loredana Scaramella
Traduzione e adattamento Loredana Scaramella
Prodotto da Politeama s.r.l.
Personaggi e Interpreti (in ordine alfabetico)
Sebastiano GIULIO BENVENUTI, Orsino DIEGO FACCIOTTI, Antonio GABRIO GENTILINI, Viola ELISABETTA MANDALARI, Capitano  ROBERTO MANTOVANI, Fabian FRANCESCO MASTROIANNI, Maria LOREDANA PIEDIMONTE, Olivia CARLOTTA PROIETTI, Feste CARLO RAGONE
Ser Tobia De’Rutti MAURO SANTOPIETRO, Valentino ANTONIO SAPIO, Malvolio ANTONIO TINTIS, Ser Andrea Guanciamolle FEDERICO TOLARDO
Musiche a cura di Adriano Dragotta, canzoni originali Mimosa Campironi
eseguite dal vivo dal quartetto William Kemp
violino ADRIANO DRAGOTTA contrabbasso DANIELE ERCOLI
batteria e percussioni ALESSANDRO DUCCIO LUCCIOLI chitarre DANIELE DE SETA
Costumi SUSANNA PROIETTI (Assistente ai costumi Piera Mura)
Movimenti di scena ALBERTO BELLANDI
Coreografie LAURA RUOCCO
Aiuto regia FRANCESCA VISICARO
Assistente coreografo GIULIO BENVENUTI
Scene FABIANA DI MARCO
Direzione tecnica STEFANO CIANFICHI
Light Designer UMILE VAINIERI
Sound Engineer DANIELE PATRIARCA
Roma – Gigi Proietti Silvano Toti Globe Theatre – Teatro Olimpico Dal 25 al 30 Ottobre 2022

www.Sipario.it, 27 ottobre 2022

Le regie di Loredana Scaramella si riconoscono per una serie di caratteristiche: un ritmo sostenuto che non ha mai soste; una capacità di saper rileggere il classico vestendolo di abiti moderni – in senso figurato e letterale – senza far dimenticare l’originale. Non è l’applicazione di quello che diceva Brecht, ma qualcos’altro: vedere fino a che punto, e come, il passato può vivere fra noi.
È accaduto anche con questa versione de La dodicesima notte, andata in scena all’Olimpico di Roma dove, per l’occasione, è stata allestita una scenografia che ricorda il Globe di Villa Borghese.
Dodici le notti che separano Natale dall’Epifania. Per gli inglesi si tratta di un periodo di festa, da impiegare al meglio, possibilmente in modo gioioso. E quale migliore occasione di questa per realizzare i propri sogni che, come diceva ironicamente Enrico Vaime, se li mangiano le tarme se lasciati nel cassetto? È quanto pensano i protagonisti della deliziosa commedia di Shakespeare: il Duca Orsino innamorato della ritrosa Olivia; Viola, separata dal gemello Sebastiano dopo un naufragio e desiderosa di essere protetta, perché fragile e indifesa, da un nobile del quale innamorarsi; la stessa Olivia che, addolorata per i lutti patiti, prima che sfiorisca la giovinezza vuole di nuovo provare quel bellissimo sentimento che è l’amore.
Vi è il necessario per scatenare la fantasia della Scaramella. La quale vede la commedia di Shakespeare come una festa ubriaca dal sapore orientale (così recitano le note di regia), il cui tempo è scandito da un grande orologio e da un riposizionarsi continuo di dodici sedie: i soli elementi di scena, insieme all’immaginazione, a colorare il palco dell’Olimpico che per magia ridiventa un Globe elisabettiano, sebbene in piccolo. Ma questa è la magia del teatro.
Bravissimi tutti gli attori. Una compagnia ben amalgamata, capace di recitare all’unisono senza prevaricazioni, desideri stupidi di protagonismi. Perché un bravo attore sa esserlo anche solo con una battuta.
Mauro Santopietro è un Ser Tobia de’ Rutti spiritosissimo, pieno di verve, esagerato all’occorrenza, ma che sa tornare nei panni del nobile coraggioso non appena l’occasione giusta si presenta.
Carlotta Proietti è un’Olivia spassosissima soprattutto quando s’innamora di Viola, credendola un uomo, e la corteggia ma viene da questa respinta. Deliziosa e comicissima la scena in cui duetta con Malvolio (un bravissimo ed espressivo Antonio Tintis), vittima di uno scherzo da parte di Tobia.
Carlo Ragone è un Feste (il Matto) istrionico: canta, balla, imita, sovverte la logica comune. Nella lettura della commedia che ne fa la Scaramella, è lui il deus ex machina che sancisce l’inizio e la fine della festa.
Antonio Sapio è un Valentino brioso e simpaticissimo, dotato di ritmi comici nel recitare le battute davvero notevoli.
Questa Dodicesima notte, che si svolge in un tempo unico, è un esempio notevole di fare teatro con una formula semplice, complessa, tutt’altro che scontata: serbare novando.

Pierluigi Pietricola

Ultima modifica il Giovedì, 16 Marzo 2023 18:29

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