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SALVEREMO IL MONDO PRIMA DELL’ALBA - regia Gabriele Di Luca, Massimiliano Setti, Alessandro Tedeschi

“Salveremo il mondo prima dell'alba”, regia Gabriele Di Luca, Massimiliano Setti, Alessandro Tedeschi. Foto Manuela Giusto “Salveremo il mondo prima dell'alba”, regia Gabriele Di Luca, Massimiliano Setti, Alessandro Tedeschi. Foto Manuela Giusto

Carrozzeria Orfeo
SALVEREMO IL MONDO PRIMA DELL’ALBA
di Gabriele Di Luca
drammaturgia Gabriele Di Luca
con (in o.a.) Sebastiano Bronzato, Alice Giroldini, Sergio Romano, Roberto Serpi, Massimiliano Setti, Ivan Zerbinati
regia Gabriele Di Luca, Massimiliano Setti, Alessandro Tedeschi
assistente alla regia Matteo Berardinelli
consulenza filosofica Andrea Colamedici – TLON
musiche originali Massimiliano Setti, scenografia e luci Lucio Diana, costumi Stefania Cempini
creazioni video Igor Biddau
con la partecipazione video di Elsa Bossi, Sofia Ferrari e Nicoletta Ramorino
coproduzione Marche Teatro, Teatro dell’Elfo, Teatro Nazionale di Genova, Fondazione Teatro di Napoli – Teatro Bellini
in collaborazione con Centro di Residenza dell’Emilia-Romagna “L’arboreto – Teatro Dimora | La Corte Ospitale
foto Manuela Giusto
Milano – Teatro Elfo Puccini  SALA SHAKESPEARE 9 / 28 APRILE 2024

www.Sipario.it, 25 aprile 2024

Ci sono spettacoli che lasciano il segno. Salveremo il mondo prima dell’alba è uno di questi.

Si legge il programma di sala predisposto dall’Elfo Puccini e si ha l’impressione di stare per assistere ad una pièce ben scritta, di strettissima attualità. Ad apertura di sipario, poi, non appena gli interpreti iniziano ad agire, la consapevolezza di essere davanti a un capolavoro di drammaturgia e recitazione è già consolidata.

La storia si può così riassumere: una popstar, un imprenditore omosessuale e il suo compagno, un esperto di comunicazione (che man mano si scoprirà essere un produttore di notizie false in grado di cambiare il corso degli eventi e dell’umanità) insieme col suo servo indiano si trovano insieme dentro una specie di navicella spaziale, distante centinaia di migliaia di chilometri dalla Terra. Ad assisterli, un mental coach, che cercherà di far uscire da ognuno di loro quanto di inconfessato ancora non è emerso, obbligandoli a dire la verità a se stessi e agli altri, portandoli ad operare per il meglio di tutti e non egoisticamente.

Ciascuno dei personaggi ha un nodo da sciogliere: la popstar non riesce a sentirsi una bella persona se non grazie a psicofarmaci o tranquillanti; l’imprenditore non può fare a meno di fermarsi dal creare nuove realtà aziendali e il compagno non riesce a gioire dei successi ottenuti dal suo uomo; il creatore di fake news non è in grado di agire con il cuore, pare essere un coriaceo insensibile; e l’indiano, suo servitore, è l’esatto opposto: buono al punto da credere che tutti lo siano: una persona, sostanzialmente, che vede il bello ovunque e in chiunque. Il mental coach cercherà, coi suoi mezzi psicologici e comunicativi, di guarire queste persone, cercando di farle tornare umane, sensibili e con maggior fiducia in loro e nelle possibilità infinite che ancora non hanno espresso. Ci riuscirà? E come?

Sulla Terra tutto prosegue, col male che dilaga arrivando ad una guerra atomica.

L’umanità del pianeta verrà annientata, non ci saranno più uomini. Tranne quelli insieme sulla navicella che stanno facendo un percorso di riabilitazione esistenziale. Ma chi di loro vorrà ripopolare la Terra? E il genere umano che verrà, sarà migliore di quello che si è appena estinto?

Ecco l’interrogativo finale che pone questa pièce: quale mondo verrà salvato prima della sua fine? E a patto che ci si riesca, cosa avverrà?

Tematiche importanti, ma rese con spirito di commedia e un’ironia beffarda, pungente, precisa e che non risparmia le mediocrità nelle quali viviamo. 

Uno spettacolo dove si ride, e di gusto; ma col meritato amaro in bocca.

Uno spettacolo recitato in modo mirabile, con una compagnia che ha agito come un corpus unico, perfettamente coeso.

Su tutti, vorrei menzionare il meraviglioso Sebastiano Bronzato (il buon indiano), col suo sguardo disincantato, la voce musicale, delicata ma potente all’occorrenza; e la stupenda Alice Giroldini (la popstar), con una durezza sfoggiata per proteggere una grande e candida fragilità. 

Pierluigi Pietricola

Ultima modifica il Venerdì, 26 Aprile 2024 18:51
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