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CENERENTOLA – coreografia Rudolph Nureyev

Rebecca Bianchi e Michele Satriano in “Cenerentola” coreografia Rudolph Nureyev Rebecca Bianchi e Michele Satriano in “Cenerentola” coreografia Rudolph Nureyev

Balletto in tre atti
Musica Sergej Prokof’ev
Durata: 45' - intervallo 25' - 45 ' - intervallo 25' - 40'
DIRETTORE Alessandro Cadario
COREOGRAFIA E REGIA Rudolf Nureyev
SUPERVISIONE Eleonora Abbagnato
COREOGRAFIA RIPRESA DA   Aleth Francillon, Gillian Whittingham, Benjamin Pech
SCENE Petrika Ionesco
COSTUMI Hanae Mori
LUCI Jean-Michel Désiré
VIDEO Igor Renzetti e Lorenzo Bruno
INTERPRETI PRINCIPALI
Cenerentola Rebecca Bianchi
Attore principale Michele Satriano      
Le sorellastre Alessandra Amato, Susanna Salvi
Il Produttore Alessio Rezza
Il Maestro di ballo Claudio Cocino
ORCHESTRA, ÉTOILES, PRIMI BALLERINI, SOLISTI E CORPO DI BALLO DEL TEATRO DELL’OPERA DI ROMA
Con la partecipazione degli Allievi della Scuola di Danza del Teatro dell’Opera di Roma
Allestimento Opéra national de Paris
Roma – Terme di Caracalla dall’1 al 4 luglio 2023

www.Sipario.it, 4 luglio 2023

Cos’è Cenerentola per Nureyev? Non più la favola del riscatto, della ricerca perpetua della felicità dopo tanto soffrire e ingiustizie subite. Bensì metafora di un mondo, quello artistico, infettato dall’incompetenza spacciata per talento e che vuole, ad ogni costo, prevaricare chi invece merita per dedizione, sacrificio, passione. 
A trent’anni dalla sua scomparsa, nella stupenda versione del grande ballerino ripresa magistralmente da Aleth Francillon, Gillian Whittingham e Benjamin Pech, con la supervisione di Eleonora Abbagnato, la Cenerentola di Prokof’ev incanta il pubblico delle Terme di Caracalla.
L’ambientazione è quella dei nostri giorni. Il mondo in cui la storia si svolge: il cinema, con i suoi pregi ed i suoi difetti. Cenerentola è una ragazza che vive a Los Angeles, tiranneggiata dalla perfida matrigna e dalle insopportabili sorellastre; e per di più, con un padre alcolista. È una ragazza che, sbrigando faccende, coltiva fra sé un sogno che l’aiuta a sopportare un quotidiano deludente, triste, amaro: lavorare con successo nel mondo del cinema. 
Con questa intuizione di stampo brechtiano per l’uso dei classici nel tentativo di renderli contemporanei senza impoverirli, Nureyev intendeva stigmatizzare una certa tendenza miserabile del mondo dell’arte cinematografica – e non solo – che, già ai suoi tempi ed oggi sempre più, preferiva il facile successo alla ricerca e alla realizzazione della qualità, ma additava anche una certa tendenza nelle nuove generazioni che tentavano la via del successo, e null’altro, calcando le tavole di un palcoscenico o di un set cinematografico. Come a voler dire: la passione, la ricerca della qualità, la cura del talento, che fine faranno? 
Ciononostante, questa Cenerentola rimane sempre un simbolo positivo. A dimostrarlo non solo il lieto fine (il sogno d’amore realizzato con il primo attore e la firma del primo contratto cinematografico), ma soprattutto il suo abito bianco sfumato lievemente di rosa. Ecco, in un dettaglio messo in scena con elegante sprezzatura, la bellezza unica e irrinunciabile del grande teatro.
Nei panni di Cenerentola, Rebecca Bianchi ha dimostrato una classe davvero impareggiabile e straordinaria: sguardo ed espressione assorti, movenze eleganti al punto da ricordare una scultura di Canova, una leggerezza nel toccare il palco simile a quella percepibile osservando il Cristo velato.
Michele Satriano nei panni del Primo attore è stato possente, autorevole, magnifico nelle prese e negli assoli: un ballerino così preciso e creativo è un miracolo della danza.
Susanna Salvi e Alessandra Amato sono state due sorellastre divertentissime, straordinarie nell’inscenare movenze impacciate e goffe. Così come comico si è rivelato Giuseppe Depalo nel vestire i panni della Matrigna. Delizioso, vagamente chapliniano, il Maestro di ballo di Claudio Cocino. Il Corpo di ballo è stato incantevole nella sua sincronia: movenze perfette, meravigliosamente coordinate. La giusta nota di colore paesaggistico che ben si è sposata con la bravura dei ballerini protagonisti, magnificandosi gli uni con l’altro.
Buona la direzione di Alessandro Cadario, che ha reso la partitura di Prokof’ev in modo possente senza mai rinunciare a un tocco di leggerezza ed ironia.

Pierluigi Pietricola

Ultima modifica il Martedì, 04 Luglio 2023 14:00

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