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MA MÈRE L’OYE/L’ENFANT ET LES SORTILÈGES - coreografia Martin Chaix/Amir Hosseinpour

"L'Enfant et les Sortilèges", coreografia Amir Hosseinpour. Foto Julien Benhamou "L'Enfant et les Sortilèges", coreografia Amir Hosseinpour. Foto Julien Benhamou

MA MÈRE L’OYE
Balletto in un atto, cinque scene e un’apoteosi
Musica: Maurice Ravel
Coreografia: Martin Chaix
Scene: Camille Dugas. Costumi: Aleksandar Noshpal. Luci: Tom Klefstad.
L’ENFANT ET LES SORTILÈGES
Fantasie lyrique in due parti.
Musica: Maurice Ravel. Libretto: Colette. Regia, scene e costumi: Richard Jones, Antony McDonald. Luci: Matthew Richardson.
Coreografia: Amir Hosseinpour.
Con: allievi dell’École de Danse, artisti dell’Académie de l’Opéra national de Paris, la Maîtrise Notre-Dame de Paris chœur d’adultes, Maîtrise des Hauts-de-Seine / Chœur d’enfants de l’Opéra national de Paris
Orchestra dell’Opéra national de Paris. Direttore: Patrick Lange
PARIGI, Opéra national de Paris, Palais Garnier, dal 21 novembre al 14 dicembre 2023

www.Sipario.it, 27 novembre 2023

Lo scrigno dell’infanzia nel programma Ravel al Palais Garnier

È l’universo dell’infanzia il tema scelto per l’apertura della programmazione di fine anno della stagione di opera e balletto dell’Opéra national de Paris. Ricorrendo alla formula dell’accostamento di lirica e danza il massimo tempio lirico francese opta per le fertili indagini sull’infanzia condotte in musica da Maurice Ravel. In ambedue i casi un’occasione non unicamente per rispolverare Ma Mère l’Oye e L’Enfant et les Sortilèges ma anche per tornare a riconsiderare lo sviluppo artistico e formativo degli artisti en résidence dell’Académie de l’Opéra e degli allievi dell’École de Danse. 

Affidati alle due istituzioni che, com’è noto, seguitano a svolgere l’irrinunciabile missione della trasmissione, della formazione e della creazione, i due titoli di Ravel consentono di seguire, sotto diversi rispetti, i legami, le paure, l’immaginazione e la tenerezza dell’infanzia. È proprio quest’ultimo il tratto identificativo che caratterizza, in particolare, il lavoro coreografico di Martin Chaix per Ma Mère l’Oye. Creata nel mese di aprile per gli allievi della massima scuola di danza francese la sua è una coreografia che ama seguire un vocabolario segnato dalla leggerezza dando vita ad uno “scrigno luminoso - precisa il coreografo - nel quale le danzatrici e i danzatori evocano diversi personaggi e, attraverso le loro storie, parlarci di gioia, di paura, d’amore, semplicemente di loro, di noi”. Così l’infanzia di ogni spettatore sembra ripercorrere i racconti di Charles Perrault, Madame Leprince de Beaumont e Madame d’Aulnoy riletti da Martin Chaix con sobrietà ed eleganza. Poetico ed evocativo è l’essenziale assetto scenico pensato da Camille Dugas, come pure i costumi di Aleksandar Noshpal che prediligono l’uso della carta e dell’origami garantendo un risultato efficace e coerente con la linea coreografica adottata. Con L’Enfant et les Sortilèges - nella seconda parte della serata - muta, di converso, lo sguardo sull’infanzia che qui sembra proporre sfumature ancestrali e legami atavici come nel caso dell’attaccamento con la figura della madre. Creata nel 1925 all’Opéra de Monte-Carlo, questa fantasie lyrique è qui riproposta nell’allestimento del 1998 firmato da Richard Jones e Antony McDonald. Un lavoro, il loro, che non si configura come azione coreografica e che ha il merito di portare in scena il denso microcosmo stilistico adottato da Ravel condividendo sia il gusto della purezza che l’irruenza e i contrasti quali tratti peculiari del mondo rappresentato. In ambedue i casi è salvaguardata adeguatamente la tematica dell’animismo. Una scelta consona e opportuna resa evidente, in particolare, nel momento in cui l’infanzia palesa se stessa quando non risponde agli imperativi sociali e la poesia lascia spazio alla rivolta contro il mondo. Irresistibili le Feu e l’Horloge comtoise, come pure la Tasse chinoise e la Théière ma su tutti ricorderemo in particolare il coro dei pastori e delle pastorelle che giova di un efficacissimo apparato scenico come pure la rievocazione di quel vissuto scolastico che oltre a godere dell’incisivo libretto di Colette qui si avvale di un impianto coreografico essenziale ma perfetto per la resa scenica di una pedagogica d’antan. Prova superata anche per i cantanti sia della troupe lyrique che dell’Académie.

Recite a Garnier fino al 14 dicembre in alternanza con le annuali Démonstrations de l'École de Danse e la serata dedicata a Jiří Kylián, in contemporanea a Bastille imperdibili anche i due appuntamenti con Les Contes d’Hoffmann e il ritorno di Casse-Noisette nella versione coreografica di Rudolf Nureyev.

Vito Lentini

Ultima modifica il Lunedì, 27 Novembre 2023 20:13

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