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DELIRIO A DUE – regia Elena Bucci e Marco Sgrosso

"Delirio a due", regia, interpretazione, scene e costumi di Elena Bucci e Marco Sgrosso "Delirio a due", regia, interpretazione, scene e costumi di Elena Bucci e Marco Sgrosso

Anticommedia
di Eugène Ionesco

traduzione di Gian Renzo Morteo
regia, interpretazione, scene e costumi di Elena Bucci e Marco Sgrosso
produzione Centro Teatrale Bresciano in collaborazione con Le belle bandiere
al Teatro Sociali, Brescia, 10 ottobre 2020

www.Sipario.it, 29 ottobre 2020

Chi sono quell’uomo e quella donna che dicono di conoscersi e non sanno il perché? Chi sono quei due che hanno preso lo stesso treno, hanno viaggiato nello stesso scompartimento e vivono nella stessa casa? Apparentemente l’uno all’insaputa dell’altra? Chi sono quel Lui e quella Lei barricati in casa, impegnati in un esilarante battibecco e a «litigare con violenza sulle più impensabili futilità: la chiocciola o la tartaruga sono la stessa cosa o sono due cose differenti? – scrive Sergio Torresani nel suo Invito alla lettura di Eugène Ionesco -. Delirio a Due è più di un divertissement; dice che l’umanità è troppo cieca e sorda per afferrare il senso di quanto accade intorno ad essa, che la stolida ottusità di molti, troppi uomini non sa e non può avvedersi di quanto intorno la minaccia. Né il pericolo incombente né quello in corso sono sufficienti a dare l’allarme a quanti vivono chiusi in se stessi, nella loro gretta autosufficienza».
Ovviamente su Delirio a due le suggestioni dell’attualità esercitano un loro potente fascino e così deve essere stato anche per Elena Bucci e Marco Sgrosso nel decidere di mettere in scena il testo di Ionesco. Hanno comunque dimostrato di sapersi trattenere dal fare della cronaca e hanno mantenuto una giusta distanza da quello che abbiamo vissuto e che ci apprestiamo a rivivere oggi, a teatri chiusi. Così Delirio a due di Ionesco – visto quando ancora sembrava possibile fare della frequentazione dei luoghi dello spettacolo un atto di sperata normalità – ha dimostrato come l’arte e la sensibilità degli attori sappiano con forza parlare al particolare, senza rinunciare al generale. E così la situazione di quel Lui e quella Lei è simile a quella che molti hanno vissuto nei mesi di lockdown: un uomo e una donna chiusi in casa, sotto assedio, nel pieno di una guerra che si svolge fuori dalle pareti di casa. In quel rifugio/prigione i due si scontrano, si attaccano, si dichiarano a loro volta guerra, ma non si lasciano, l’uno necessario all’altra e viceversa. Elena Bucci dissemina la scena di oggetti – salvagente di un ritorno al palcoscenico che forse incute timore e che ha bisogno di appigli – e si muove con Marco Sgrosso in un ambiente domestico che sa essere descrittivo, ma anche astratto. Fuori deflagrano le bombe, l’assedio si fa più pressante, fino a un irreale silenzio che sembra preludere allo «scoppio della pace». Ma quella che sembra essere una liberazione rischia di diventare un motivo in più per non uscire, per dubitare di quel mondo che sta fuori, per averne paura, per restare aggrappati alle macerie delle nostre certezze. In ciò sta il riflesso di un’umanità attaccata alle proprie certezze, intimorita più che dalla guerra, dalla propria pigrizia e dal timore egoistico e narcisistico del proprio io, incapace di rimettersi in gioco e di concepirsi come altro da sé. Tutto questo Elena Bucci e Marco Sgrosso lo agiscono in scena con divertita e assoluta sintonia recitativa, come è logico che sia per la simbiosi che lega i due, ma che non manca, ogni volta, di stupire anche il più fedele e affezionato spettatore. Per questo si assiste a Delirio a due con rinnovato stupore per l’intensità recitativa della coppia Bucci/Sgrosso, per la loro capacità di essere un unico corpo portatore di emozione e intelligenza, per la capacità che hanno di riempire lo spazio e di dare alle parole del drammaturgo francese una divertita e divertente urgenza di essere, farne uno specchio in cui la platea mascherata si riflette, portandosi a casa qualche pensiero e dubbio in più sul nostro stare ed essere.

Nicola Arrigoni

Ultima modifica il Sabato, 31 Ottobre 2020 10:45

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