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MATER CAMORRA – di Gianni Sallustro e Nicla Tirozzi

"Mater Camorra", di Gianni Sallustro e Nicla Tirozzi "Mater Camorra", di Gianni Sallustro e Nicla Tirozzi

‘O paraustiello da Squarciona
di Gianni Sallustro e Nicla Tirozzi
con
Gianni Sallustro, Nicla Tirozzi, Ciro Pellegrino, Gianluca Cangiano, Tommaso Sepe, Francesca Fusaro, Davide Vallone, Vincenza Granato,
Vincenzo Gambocci, Antonio Pio Del Vecchio, Nancy Pia De Simone, Rosa Vanese, Carlo Paolo Sepe, Noemi Iovino, Paola Carillo,
Roberta Porricelli, Maria Crispo, Antonella Montanino, Elisa Sodano, Gennaro Zannelli, Salvatore Ciro Tufano, Luigi Guerra, Sara Ciccone, Anna Sodano, Enrico Annunziata
Costumi: Costantino Lombardo
Luci e fonica: Marcello Radano
Scene e foto: Claudia Fusaro
Produzione: Talentum Production con Accademia vesuviana del Teatro e del Cinema
Teatro Instabile Napoli fino all’8 gennaio 2022

www.Sipario.it, 28 dicembre 2022

Una guerra mai dichiarata che ogni anno fa un numero di vittime senza fine: quella dei clan, della camorra, della mafia con la sua lunga scia di sangue. In Mater Camorra ‘O paraustiello da Squarciona, in scena al Teatro Instabile Napoli fino all’8 gennaio, i ventisette attori prendono sulle loro spalle l’incarico civile di ricordare le vittime di questa guerra, perhè le vittime innocenti di camorra e mafia non si trovavano nel posto sbagliato al momeno sbagliato, ma sono persone, non semplici nomi da ricordare in qualche celebrazione, che hanno perso la vita in nome di una guerra mai dichiarata. Partendo da Madre courage e i suoi figli di Brecht, e da un’idea di Michele Del Grosso, Nicla Tirozzi e Gianni Sallustro, hanno dat vita ad un testo in cui la bestialità delle guerre esce con una forza mostruosa. Complice la scelta registica di Sallustro che ha voluto ‘utilizzare’ venti attori nei panni di animali che impersonificano proprio la bestialità degli scontri tra clan. L’ambientazione brechtiana cede il passo ai vicoli di Napoli dove i contrasti, se possibile, acquisiscono un carattere ancora più brutale.
Come già in Brecht la figura delle donne è di primo piano, sono loro infatti a mantenere in piedi gli affetti in un contesto di odio e distruzione.
Anna Fierling, la celebre vivandiera di Brecht, diventa in “Mater Camorra”, Anna ‘a squarciona (Nicla Tirozzi), mentre i suoi tre figli, Eilif, Schweizerkas e Kattrin la muta, vengono ribattezzati Rafele, Tonino e Catarina. Tra gli altri personaggi c’è il Cappellano, (Gianni Sallustro), personaggio che rappresenta una casta di persone paurose e false. Lui non si fa problemi a rinunciare alla sua devozione alla Chiesa per sopravvivere. Il cappellano è inquietante, corrotto, mefistofelico e con connotati zoomorfi, come il resto degli altri personaggi del testo rivisitato.
Al di là della splendida interpretazione, caratterizzata da un’intensità e da una forza quasi animalesca degli interpreti principali: Sallustro, Tirozzi con Ciro Pellegrino, quello che funziona nel lavoro è tutto il gruppo degli attori che per un’ora e trenta minuti circa restituiscono un clima oppressivo, infestato dalla bestialità dove tutto è lecito in nome del denaro, dei commerci.
Una nota forte che rafforza il lavoro registico è la scelta di costumi ricoperti di soldi macchiati di sangue per sottolineare come l’unico interesse della camorra sono gli affari.
Elemento scenografico dello spettacolo è un carro sui cui lati, sono riprodotte le capuane Matres Matutae che, come sfingi, custodiscono l’enigma della vita.
Ancora una volta Sallustro confeziona una regia in cui valorizza tutti gli attori che riescono a dare una potenza scenica allo spettacolo tale da lasciare spiazzati gli spettatori. Non è facile reggere una prova attoriale come questa, soprattutto considerando che gli interpreti sono in gran parte molto giovani, ma il lavoro certosino svolto dal regista garantisce un solido risultato finale.
La dedica particolare dello spettacolo è a Gaetano Montanino guardia giurata, uccisa il 4 agosto 2009 durante una sparatoria avvenuta in piazza Mercato a Napoli, mentre stava svolgendo la sua ordinaria attività di controllo. Montanino è riconosciuto “vittima del dovere” con decreto del Capo di Polizia n. 599/C/3/GG/34 del 13 marzo 2013.
In scena con Nicla Tirozzi e Gianni Sallustro ci sono: Ciro Pellegrino, Gianluca Cangiano, Tommaso Sepe, Francesca Fusaro, Davide Vallone, Vincenza Granato, Vincenzo Gambocci, Antonio Pio Del Vecchio, Nancy Pia De Simone, Rosa Vanese, Carlo Paolo Sepe, Noemi Iovino, Paola Carillo, Roberta Porricelli, Maria Crispo, Antonella Montanino, Elisa Sodano, Gennaro Zannelli, Salvatore Ciro Tufano, Luigi Guerra, Sara Ciccone, Anna Sodano, Enrico Annunziata
Lo spettacolo, prodotto dalla Talentum production con l’Accademia vesuviana del teatro e del cinema, ha il patrocinio morale del Comune di Napoli, di Libera, di Associazione A. R. Ca. Agende Rosse Campania, di Articolo 21.

Roberta D’Agostino

Ultima modifica il Giovedì, 29 Dicembre 2022 18:39

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