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MOLTO TRAGICA STORIA DI PIRAMO E TISBE (LA) - regia Renato Sarti

La molto tragica storia di Piramo e Tisbe La molto tragica storia di Piramo e Tisbe Regia Renato Sarti

Testo e regia di Renato Sarti
liberamente tratto dalle scene degli artigiani del Sogno di una notte di mezza estate di William Shakespeare
Scene di Carlo Sala;
costumi dell'Accademia di Belle Arti di Brera
Interpreti: Federica Fabiani, Milvys Lopez Homen, Marta Marangoni, Rossana Mola, Elena Novoselova e Rufin Doh Zéyénovin
Produzione Teatro della Cooperativa. Milano, Teatro della Cooperativa 2010

www.Sipario.it, 20 dicembre 2010
"E lasciatemi divertire!", scriveva Palazzeschi, esattamente cento anni fa.

Già, è una parola! Non succede di frequente, a teatro, che ci si diverta davvero. La molto tragica storia di Piramo e Tisbe che muoiono per amore, di Renato Sarti, ce ne offre l'occasione.
L'opportunità gliel'ha fornita il suo Sogno di una notte di mezza estate realizzato due anni fa, dove la sgangherata compagnia di artigiani che mette in scena la tragedia dei due amanti infelici era costituita da sei donne, di cui tre straniere, accomunate dal lavoro in un'impresa di pulizie. Il successo di quelle scene lo ha indotto a sviluppare quello spunto, costruendo una drammaturgia cucita addosso a quello stesso indiavolato gruppo di attrici, cui si è aggiunto Rufin Doh Zéyénovin, già interprete di Oberon in quell'allestimento.
Qui, nell'improbabile ruolo di immigrato ivoriano scaricato in Brianza e divenuto imprenditore, Rufin dà il via ad uno spassoso fuoco di fila di situazioni comiche, con le quali i sei personaggi, ognuno caratterizzato a tutto tondo, catturano il pubblico e non lo mollano per oltre un'ora a mezza di spettacolo. L'affiatamento del gruppo garantisce tempi comici precisi e incalzanti. Le gag e le invenzioni drammaturgiche suscitano la risata immediata, grazie ai naturali talenti comici delle singole attrici (la debordante, vanagloriosa, vitale Lara Mazza di Federica Fabiani; l'isterica signorina Sborovna di Elena Novoselova, imbruttita ad arte; la compañera Fidelia Castra di Milvys Lopez Homen; Marta Marangoni, sfigata Potpourri). Ma lo spettatore coglie, pur stemperati nell'ironia, anche messaggi più profondi. Il contesto, ancorché affrontato in leggerezza, è quello, serio e problematico, dei lavoratori immigrati precari; dietro il goffo moralismo bacchettone di Elena (che intercala le improbabili esibizioni attorali del personaggio con vertiginosi mugugni in russo) c'è la satira di una cultura sovietica, rinnegata ma non superata; nel paradossale El Cumenda di Rufin Doh Zéyénovin, oltre ad un antirazzismo di immediata lettura, leggiamo una riflessione sociologica più amara.
E non manca neppure una benevola critica al teatro contemporaneo: la Spazzolona di Rossana Mola, autoritaria caposquadra ma anche apprensiva madre di famiglia pugliese, raccoglie in sé i tic, le nevrosi, il velleitarismo di tanti registi di mezza tacca; le esilaranti dimostrazioni di teatro fisico di Potpourri sono trasparenti, affettuose frecciate rivolte a tanti mediocri epigoni di Grotowski; ed anche l'esito della vicenda, l'attribuzione alla Molto tragica storia del premio "Don Orione", sbeffeggia bonariamente le mode di un sedicente, patetico teatro d'avanguardia.
Efficaci e carichi di ironia anche i momenti musicali e le canzoni, che Marta Marangoni accompagna alla chitarra dopo averci appiccicato sopra il palloncino del chewing-gum: La lega mi solletica e Cambiamento drastico ove, sulla musica di Flavio Pirini, si riconosce la cifra stralunata e surreale di Cochi Ponzoni.
Uno spettacolo intelligente dunque, che esalta una comicità declinata specialmente al femminile, solo apparentemente leggero e disimpegnato, col quale Renato Sarti non solo riesce a farci ridere di cuore, senza andare sopra le righe, senza mai cedere alla volgarità, ma ripropone quel suo engagement, qui praticato in punta di penna, che caratterizza da sempre, con coerenza, le sue scelte professionali ed artistiche.

Claudio Fachinelli

Ultima modifica il Giovedì, 10 Ottobre 2013 10:30

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