martedì, 29 novembre, 2022
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DIZIONARIO BALASSO (Colpi di tag) - con Natalino Balasso

"Dizionario Balasso (Colpi di tag)", con Natalino Balasso. Foto Massimo Battista "Dizionario Balasso (Colpi di tag)", con Natalino Balasso. Foto Massimo Battista

Scritto da Natalino Balasso
Con Natalino Balasso
produzione Circolo Balasso Teatria srl
Vicenza, teatro Comunale, 4 novembre 2022

www.Sipario.it, 7 novembre 2022

La grande ricollocazione della parola, il filo conduttore dei suoi significati sfaccettati passa attraverso il sorriso sornione e beffardo di Natalino Balasso, in questo suo spettacolo così significativamente contemporaneo e veritiero, mordace e anche audace, come sempre e come sempre lui sa essere in scena. Nel caleidoscopico e variopinto, ingrossato mondo delle parole, Balasso è in scena con un grosso libro che metaforicamente e non contiene tutto quello che sta attorno a noi, con duecentocinquanta e più lemmi (“non so neanche il significato” – afferma scherzosamente il comico). L’esercizio linguistico per due ore riesce a incuriosire la foltissima platea (il teatro è esaurito, ed è un fuori abbonamento per la cronaca), ed è un continuo work in progress alimentato da qualche suggerimento che arriva dalle varie sezioni della Sala Grande, di qualche parola che Natalino Balasso interpreta e sviluppa, o certe volte più spassosamente cambia all’improvviso analizzandone un’altra. E’ il teatro di Balasso, appunto, quello che stavolta è tutto di narrazione ma che non ha niente a che vedere con l’insegnamento che certi attori, lì sul palco, cercando di trasmettere anche quando non c’è nulla di cui, al pubblico. Qui abbiamo un attore, un autore in scena, molto bravo, riconosciuto in tutti i suoi lavori, arguto e sferzante, tagliente quando serve che già in tempi non sospetti riusciva a incantare il pubblico. Anche con quella sua cadenzata e calcata parlata veneta, non solo quella, certo, anche con quell’istrionico atteggiamento che spazia con disinvoltura da un argomento all’altro, e si parla sempre di argomenti inerenti a noi, al contemporaneo. E’ un talento naturale quello di Balasso, che racconta argomentando, scendendo nei particolari, in questo caso delle parole, dei loro significati o di come possono essere fraintese o meglio ancora intese. Un esercizio, si potrà pensare, ma di lusso. Dove tutto passa attraverso la definizione dei vocaboli, e al contempo l’anti definizione, paradossalmente. Parole chiuse in scatole, delle quali leggiamo, come preannunciato nella scheda allo spettacolo, solo i “tag”. E a lui naturalmente è affidato il ruolo di aprirle e caso mai di romperle, quelle scatole, con un modo sagace, a tratti pittoresco, colorato ma senza mai, e sottolineo mai, andare nella banalità, nell’indifferenza, anzi, semmai è il contrario. Un’abilità quella dell’attore che è tipica di chi sa stare al passo col mondo, di chi si velocizza da solo e volentieri per non essere incastrato dai rulli del tempo, dalle magagne inquietanti, visti i tempi, e quotidiane. In un certo senso è proprio il ruolo dell’attore quello di saper mostrare anche quello che è nascosto dietro l’angolo, o le quinte, di saper farlo arrivare e interpretare. Il pubblico ride e gradisce, e sa distinguere la raffinatezza del monologo da chi propina l’illusione dello stesso, con facilità e poca attenzione al mondo. “Dizionario Balasso” insomma è tutto da godere, con i fatti che parlano, oltre alle parole. I fatti che lui stesso da vero protagonista snocciola, divertito e divertente, raccontando di pubblicità che qualcosa di grottesco si portavano certamente addosso, non lasciando da parte tematiche politiche con al centro i nuovi potenti, e in qualche modo centellinando i vocaboli possenti, cercati e ricercati, richiesti. Sono due ore e più di intrattenimento, come si dice in questi casi intelligente, che ripaga dell’uscita da casa. E che dichiaratamente parla dell’importanza dei significati dei fonemi, dei loro multipli sfaccettati rivoluzionari sensi. Che spiegano un po’ chi siamo, come siamo. A parte qualche piccolo momento, naturale, di ritmo interrotto, assolutamente inevitabile del resto, lo spettacolo è stato pienamente apprezzato, con richiami del pubblico tributanti affetto.

Francesco Bettin

Ultima modifica il Martedì, 08 Novembre 2022 22:27

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