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NAUFRAGHI DA MARCIAPIEDE - regia Nicoletta Della Corte

“Naufraghi da marciapiede. Uno spettacolo senza fissa dimora”, regia Nicoletta Della Corte. Foto Serena Dattilo “Naufraghi da marciapiede. Uno spettacolo senza fissa dimora”, regia Nicoletta Della Corte. Foto Serena Dattilo

Stefano Starna e The Niro
Naufraghi da marciapiede. Uno spettacolo senza fissa dimora
Da un’idea di Stefano Starna
Testo di Stefano Starna e Nicoletta Della Corte
Foto: Serena Dattilo
Regia di Nicoletta Della Corte
Roma – Teatro Cometa Off 11 aprile 2024

www.Sipario.it, 14 aprile 2024

La musica di Piero Ciampi fa da sfondo a tutto lo spettacolo Naufraghi da marciapiede. E i versi iniziali del brano di Renato Zero, L’aquilone Piero, proprio dedicata a Ciampi, quanto mai si dimostrano adatti a riassumere il senso di questa operazione artistica: “Paura di incontrarti, di ascoltarti di capirti, di somigliarti e d’istinto poi seguirti”. 

Naufraghi da marciapiede tratta, sì, il tema dei clochard: della loro condizione così posta ai margini della nostra società, che disconosce i vagabondi che popolano i marciapiedi quotidianamente percorsi da gente comune più o meno benestante, ignorando le storie che vi sono dietro questi senzatetto, dietro queste persone senza fissa dimora, con il cielo come solo orizzonte, unica loro strada di salvezza. Eppure un passato anche loro lo possiedono. Perché, in apparenza, non risulta? Perché essi hanno fatto di tutto per creare la cesura tra un loro trascorso e il presente che hanno scelto di vivere e condividere.

È esattamente ciò che ci fa paura. Quando incontriamo questi vagabondi, malridotti perché non possono godere dei minimi agi che una società giustamente e non ipocritamente assistenzialista dovrebbe garantire (un vitto e un alloggio dignitosi), più che il loro aspetto è quello che trasmettono a renderci inquieti. Sono persone sincere, che vivono nel presente e basta. Il passato non lo possiedono, perché lo hanno ripudiato. Sul futuro non possono contare né riporvi speranze, perché potrebbero non sopravvivere alla notte. Operano e sono in un eterno presente, con grande e disarmante sincerità: “Sincero fino in fondo da non essere creduto, così vero da non essere piaciuto. Quando il disordine è una compagnia, la solitudine una malattia”, recitano ancora i versi della canzone di Zero.

Tutto questo ha messo in scena lo spettacolo scritto da Stefano Sarna e Nicoletta Della Corte. Un testo estremamente preciso, puntuale, che ha preferito la crudezza e la severità nel raccontare una certa realtà piuttosto che cedere al lirismo della creazione poetica. Si assiste, così, alla vicenda di un clochard che ha scelto questo stile di vita per non soffrire del suo passato: una figlia morta di tumore, la fine di un matrimonio per via del dolore della perdita che ha ridotto lui e la moglie all’incomunicabilità portando quest’ultima fra le braccia del cognato.

Una debacle di fronte alla quale vi era solo una soluzione: fuggire via prendendo il primo treno. Cos’altro? Nulla. E di questo nulla vive il senzatetto interpretato da Stefano Starna con realismo e una punta di ironia.

Un nulla che si accompagna alle musiche, malinconiche e nostalgiche, di The Niro.

Naufraghi da marciapiede ispirandosi alle vicende di Evio Botta (noto clochard della Capitale, candidato a Sindaco di Roma nel 2001), restituisce una Storia alla figura del senzatetto. Una Storia, non una storia qualunque. Un Passato fatto di lacrime, passione e sangue. Un Passato alla pari di coloro che sono assurti agli onori delle cronache attraversando i secoli.

Pierluigi Pietricola

Ultima modifica il Domenica, 14 Aprile 2024 03:38

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