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RADICI/UNA COSA CHE SO DI CERTO – regia Alba Maria Porto

"Radici, una cosa che so di certo", regia Alba Maria Porto "Radici, una cosa che so di certo", regia Alba Maria Porto

testo di Alba Maria Porto e Giulia Ottaviano
con Mauro Bernardi, Giorgia Coco, Federica D’Angelo, Lydia Giordano, Adele Tirante
scene e costumi Lucia Giorgio
light designer Davide Rigodanza
sound designer Paul Beauchamp
video Micol Damilano
Produzione Asterlizze, TPE – Teatro Piemonte Europa/Festival Delle Colline Torinesi
Lavanderie a Vapore, Collegno, 19 ottobre 2022

www.Sipario.it, 20 ottobre 2022

Tra le tante lezioni che ricaviamo dalla storia mai dimenticare quanto i diritti di oggi siano costati cari in termini di battaglie civili e scontri sociali dei nostri nonni e genitori: in questa direzione si muove Radici / Una cosa che so di certo, testo scritto a quattro mani da Giulia Ottaviano ed Alba Maria Porto, sua anche la regia, presentato in prima assoluta al Festival delle Colline Torinesi.
Le radici del titolo sono il sottile legame che, talvolta in modalità del tutto inconsapevole, lega il nostro presente ad un passato più o meno lontano, file rouge di storia e tradizione spesso ignoto alle nuove generazioni oggi in prima linea in un’attività di riscoperta e conoscenza: muovendosi sul doppio filo del passato e del presente, il racconto si muove dalla nascita del Coordinamento Femminista di Enna, siamo a marzo del 1975, cui tre combattive donne danno vita consapevoli di trovarsi ad un punto di non ritorno nella difesa e salvaguardia dei diritti al femminile. Sono una bidella con il marito violento, una barista e una studentessa universitaria futuro medico, tre figlie del profondo sud, dai retaggi culturali se possibile mai così diversi destinati ad annullarsi di fronte ad un progetto di impegno civile vissuto, prima con titubanza poi sempre più con caparbietà, del quale relazioneranno con cura nei verbali dei loro frequenti incontri carbonari: pagine impolverate dal trascorrere del tempo che ritroviamo nel secondo filone narrativo, quello con protagonisti due giovani di ritorno in Sicilia per la scomparsa delle madri con motivazioni e sentimenti diversi. Se lui infatti è giunto in Italia da Parigi, non senza rancore, alla scoperta di radici fino a quel giorno tenute nascoste dalla famiglia di origine, la ragazza è sbarcata in Sicilia dal florido nordest per svuotare l’alloggio ma anche per rinsaldare un legame tanto sentito quanto, fino a quel momento, mai pienamente vissuto.
Alternando sequenze delle due diverse epoche, Radici insiste sulla valenza sociale ed umana del rapporto tra genitori e figli con un occhio di riguardo a quella “questione femminile” affermatasi in terra siciliana grazie al Coordinamento di Enna: il ruolo della donna nella società, il legame malato con mariti pronti ad alzare le mani, la volontà di combattere pregiudizi ed ostacoli culturali, di fronte ai quali si avverte un profondo senso di impotenza, e per il cui superamento anche una semplice giornata al mare o al lago assume il sapore di conquista da festeggiare; ma anche il tentativo per i figli di conoscere e comprendere la vita che fu di genitori ora rimpianti, ora accusati di non aver mai voluto investire in un solido rapporto di reciproca fiducia.
Gli applauditi Giorgia Coco, Federica D’Angelo, Adele Tirante, Lydia Giordano e Mauro Bernardi ben assolvono al compito di testimoni di un’epoca che non c’è più e di quella che viviamo: femministe antelitteram le prime tre, giovani dei nostri giorni Lydia e Mauro, tutti si muovono con leggerezza e bravura tra le pieghe di un testo intergenerazionale capace di farsi apprezzare come viva testimonianza di un passato la cui eredità non può oggi non considerarsi fondamentale lascito per le generazioni a venire.

Roberto Canavesi

Ultima modifica il Lunedì, 31 Ottobre 2022 09:33

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